domenica 18 febbraio 2018

Reale Accademia Di Musica


REALE ACCADEMIA DI MUSICA – Angeli Mutanti
M.P. & Records/ GT Music
Genere: Progressive Rock
Supporto: cd – 2018


Siamo nel 2018 e non vi nascondo che ancora nel mio giradischi gira spesso l’album “Reale Accademia Di Musica” (prodotto da Maurizio Vandelli) del gruppo omonimo datato 1972! Questo vi può far comprendere quanto personalmente sia legato al suono e alla melodia di questo gruppo romano di Progressive Rock italiano. Il perché è molto semplice, la musica proposta è sia legata al mondo progressivo del tempo, che alla melodia italiana, quella di facile memorizzazione che ci contraddistingue. Fu un disco con poche elucubrazioni e tanta sostanza.
La band di Pericle Sponzilli (voce, chitarra) ha avuto un vuoto di presenza lungo dalla metà degli anni ’70  sino ad oggi, ma i R.A.M.(dice la bio “anche impropriamente con questo nome”) tornano con lavori in studio come “R.A.M. : Il Linguaggio Delle Cose”, per poi arrivare ai nostri giorni con altri due album, “R.A.M. : Tempo Senza Tempo” (2009) e “La Cometa” (2013) Ma oggi Sponzilli torna alle redini del gruppo incoraggiato anche da questo ritorno di fiamma del genere Progressive Rock, e crea questo nuovo disco dal titolo “Angeli Mutanti”. La formazione si completa con il tastierista Fabio Liberatori (anche Stadio), Erika Savastani (voce), Andy Bartolucci (batteria) e Fabio Fraschini (basso).
Il disco contiene dieci tracce, ad iniziare proprio dal brano “Angeli Mutanti”. La forza dei R.A.M. risiede negli arrangiamenti molto curati, così nelle melodie, ed il tempo sembra essersi fermato. Bella la voce di Erika, dolce e malleabile a seconda della situazione che il pezzo richiede. Apprezzo molto anche il solo di chitarra elettrica in una sorta di Psichedelia Prog che spezza il brano. “Alba” è cantata ancora a doppia voce, maschile e femminile, mentre la tastiere fanno da importante sottofondo rendendo il suono pieno e dal profumo fortemente vintage. “Alba dove eri ieri sera al tramonto….” poi è un tocco raffinato.
“Johnny e Adele” è un momento più delicato, una ballata tipicamente italiana e ancora una volta gli anni ’70 sono presenti, specie nel suono delle tastiere. Altra canzone dal dna italico con tanto di mediterraneità è “Cosa Nascondono Le Nuvole”. Il Prog dei R.A.M. è così, solare e bada al sodo senza troppi inutili tecnicismi, anche se assolo di chitarra di tanto in tanto affiorano con eleganza. Non ci sono suite, bensì canzoni. Ascoltare “The Beat Goes On (Come la Canzone)” mette l’anima al caldo, toccante nelle vocalità su di una chitarra acustica che dialoga dolcemente con le tastiere.
Un suono di pianoforte sostenuto apre “Tempo”, movimento Prog che si fonde con la voce di Erika e l’emozione ancora una volta accresce, per chi vi scrive è uno dei brani più importanti del disco. Soluzioni sonore senza tempo, arrangiate davvero con gusto.
“A Dritta San Salvador” mi ricorda materiale delle Orme  di metà carriera, mentre la voce di Erika sale. “Una Sola Immagine” è più ruffiana, come un gatto che si sfrega fra le gambe quando ha fame e si lascia accarezzare con gentilezza. “Io Sono Qui” è sunto di stile ancora una volta vintage. Chiude il disco alla grande lo strumentale “La Pista ed Il Miraggio”, qui fuoriescono i R.A.M. che abbiamo conosciuto nel tempo.
La musica deve fare questo, ossia rimanere impressa nella mente. Quando un disco termina si deve avere ricordo di esso, sia per un passaggio, sia per un ritornello che per un gradevole assolo. Qui c’è musica italiana di elevata fattura, semplice e mai banale, dategli un attento ascolto, lo merita davvero. Ben tornati R.A.M. (MS)

Vitral


VITRAL – Entre As Estrelas
Masque Records
Genere: Progressive Rock
Supporto: cd – 2017




Il sud America ha da sempre dimostrato con giusto orgoglio come ha assimilato il genere Progressive Rock. Ha rielaborato con la propria cultura questo modo di comporre e di presentarsi, sia a livello musicale che di copertine o di struttura dei brani con le immancabili suite. La solarità della loro terra trasla nella musica, riuscendo a far realizzare dischi di notevole fattura. Tutto ciò ovviamente a partire dagli anni ’70 sino ad arrivare ai nostri giorni. La staffetta ha sempre funzionato nel tempo e quindi anche oggi si può godere di questo genere che sembra non conoscere un vero e proprio tramonto, salvo in alcuni momenti passati. Oggi più che mai il suono rivive e sull’onda delle nuove leve, anche le passate ritornano con inaspettato entusiasmo.
La band Vitral è di Rio De Janeiro in Brasile ed è il progetto di Eduardo Aguillar a tutti gli effetti può considerarsi un super-gruppo. Infatti il quartetto è composto oltre che da Aguillar (tastiere, basso) anche da Claudio Dantas  dei Quaterna Rèquiem (batteria, percussioni), Marcus Mora dei storici Bacamarte (flauto) e Luiz Zamith (chitarra).L’attenta Masque Records non poteva farsi sfuggire un bocconcino così prelibato.
Il disco si intitola “Entre As Estrelas” e prende forma da vecchie registrazioni che vanno dal 1983 al 1985 di Eduardo ritrovate nel tempo in un suo archivio. Quello che quindi doveva essere un lavoro solista è diventato oggi un lavoro di gruppo.
L’edizione cartonata è godibile anche grazie all’artwork di Claudio Dantas con la supervisione di Gustavo Sazes, e qui fuoriesce alla visione ancora una volta potente il messaggio “Qui dentro c’è del Progressive Rock”. Si va sul sicuro.
Il disco è suddiviso in tre canzoni, due di media durata e una mega-suite di cinquantadue minuti, a conferma di quanto detto nella prefazione.
La musica dei Vitral è colorata, piena, calda e molto spesso spensierata, questo lo si evince già dall’iniziale “Pètala De Sangue”. Ricordo che questo è un album completamente strumentale, una scelta che non sempre appaga le vendite, in quanto il pubblico sempre più spesso ama il brano da cantare, ma qui signori miei stiamo parlando di Progressive Rock e che Progressive Rock! E avanti dunque con tastiere dappertutto, un sound che avvolge l’ascoltatore abbracciato anche dal caldo suono del flauto.
Per inquadrarvi il sound della band posso avvicinarveli alla nostrana PFM sotto vari aspetti, ma soprattutto nella suite “Entre As Estrelas” i Vitral dimostrano di conoscere un po’ tutta la storia del genere, avendone da esso assorbito larga parte e in alcuni frangenti anche arricchito con del Rock Psichedelico, proprio come nell’inizio del brano. Ottimo anche il lavoro della chitarra elettrica. L’irresistibile fascino del flauto traverso nel Rock porta comunque sempre a momenti di alta emotività, specie quando si alterna proprio con la chitarra elettrica. Vorrei anche sottolineare la qualità sonora della registrazione, nitida, dove gli strumenti non si confondono , bensì si distaccano l’uno dall’altro donando all’ascolto la giusta profondità. Ma tornando alla suite in esame, ci sono spazi per tutti i musicisti, anche per le ritmiche, dove è evidente l’intesa fra il basso e la batteria, questo dona sicurezza alla band che si esprime al meglio. Compare spesso anche l’alone del New Prog e come potrebbe non essere così visto che i brani ritrovati sono proprio dell’inizio anni ’80. Questo è evidente soprattutto nell’uso delle tastiere, quei giri alla Clive Nolan (Pendragon) o alla Mark Kelly (Marillion) tanto per intenderci.
A chiudere “Vitral”, un madrigale elegante dall’incedere regale, uno sbalzo spazio temporale.
I brasiliani Vitral ci fanno fare una scorpacciata di musica Prog, questa farà la gioia di ogni fans del settore, un menù ricco e variegato ed il conto se andiamo a vedere è davvero basso. Buon rapporto qualità prezzo dunque, ed un servizio ineccepibile. Da avere. MS

giovedì 15 febbraio 2018

Rock Progressivo Italiano 1980 - 2013: Il libro


 Di Massimo "Max" Salari

Il mio libro ROCK PROGRESSIVO ITALIANO 1980 - 2013 è stato stampato dalla Arcana Edizioni. Uscirà il primo marzo. 
Il libro che sino ad ora è mancato nelle librerie musicali!  Perchè?  Dove tutti si fermano a dire che il genere è morto nella fine degli anni 70, io inizio a dare luce a tutti coloro che invece esordiscono discograficamente  proprio dal 1980  al 2013. Se il Progressive Rock oggi in Italia ha ancora vita, è proprio grazie a questi artisti che hanno lottato contro le mode e contro i tempi.
Non si parla dunque di discografia di PFM, BANCO, AREA, ORME etc. etc., tuttavia i citati vengono sempre tenuti in considerazione come punti di riferimento.
A tutti gli effetti è una mini-enciclopedia sul genere, la prima!

Il libro contiene:

- Una  prefazione riguardo il Progressive Rock Italiano.

- Schede descrittive delle band che esordiscono negli anni senza la discografia "Live" ma solamente in studio".

- Interviste ai protagonisti di questa nuova linfa musicale: Nico "Nik" Comoglio, Lucio Lazzaruolo, Claudio Milano, Mauro Montobbio, Alessandro Papotto, Walter Pini, Edmondo Romano, Cristiano Roversi, Luca Scherani, Alessandro Seravalle, Alessandro Seri, William Toson, Gianni Venturi e Fabio Zuffanti.

- Conclusioni con le impressioni sul significato oggi del termine "Progressive Rock".

Uno sforzo di ricerca annosa dettato dall'esperienza di recensore da parte mia, con la fortuna di avere con me molti dischi al riguardo, il resto lo ha fatto la mia curiosità nel web. Spero che sia di vostro gradimento, un lavoro enciclopedico, consultivo, da leggere ed esaustivo. 





IL LIBRO USCIRA' L'1 MARZO. Per tutte le info al riguardo, e le future presentazioni  vi rimando alla pagina facebook:

https://www.facebook.com/rockprogressivoitaliano19802013

lunedì 5 febbraio 2018

Arti & Mestieri

ARTI & MESTIERI – Live In Japan/The Best Of Italian Rock
King Records
Distribuzione italiana: BTF
Genere: Progressive Rock
Supporto: 2cd- 1dvd - 2017


Il fenomeno Rock Progressivo è un fenomeno a se stante nel campionario musicale italiano. Ha goduto negli anni ’70 un momento di notevole attenzione, con i nomi che già conoscerete come Premiata Forneria Marconi (PFM), Area, Orme, Il Banco Del Mutuo Soccorso, Arti & Mestieri etc.
Tuttavia anche nei giorni nostri il genere sembra godere di rispetto e di nuova linfa con altrettanti nuovi artisti i quali hanno il merito di tenere nel tempo ancora viva la fiamma del genere, fino a portarlo ad oggi in buona salute. Addirittura in edicola si possono comperare collane di dischi in vinile sul genere. Fra le band storiche annoveriamo proprio gli Arti & Mestieri di Beppe Crovella, Furio Chirico, Gigi Venegoni e Arturo Vitale su tutte. Ma qual’ è il pubblico più attento ed esigente del Rock Progressivo italiano? A sorpresa non è l’italiano stesso, bensì bisogna arrivare fino al lontano Giappone. I nipponici hanno sempre prestato attenzione e dato risalto alla nostra musica, tanto che quasi tutte le band storiche del settore sono andate in sol levante a registrare almeno un live.
Gli Arti & Mestieri lo fanno in occasione del quarantennale della loro storia musicale in pompa magna, ossia con dieci componenti, compresi quattro storici originali da me  prima citati. Questo accade nel luglio 2015 al The Bast Of Italian Rock presso il teatro Clubcittà in Giappone. Nei due cd ci sono gli arrangiamenti originali dei capolavori storici “Tilt” del 1974 e “Giro Di Valzer Per Domani” del 1975, mentre nel dvd si può godere dell’esecuzione del nuovo disco “Universi Paralleli” del 2015. In più ci sono i brani tratti da “Murales” (2001) dal titolo “2000” e “Nove Lune Prima- Arc En Ciel – Bonaventura Moon”, un brano dei King Crimson “Starless” tratto da “Red” ed infine una registrazione dal vivo, “Gravità 9.81” tratta da “Tilt” cantata da Lino Vairetti degli Osanna. Inutile nascondere l’ottima qualità della registrazione, i giapponesi in questo sono maestri, l’audio ed il video  vengono masterizzati nei storici studi della King Record sempre in Giappone. Quindi i dieci musicisti in azione sono: Furio Chirico (batteria), Gigi Venegoni (chitarre), Beppe Crovella (tastiere), Arturo Vitale (sax), Lautaro Acosta (violino), Roberto Puggioni (basso), Piero Mortara (fisarmonica, tastiere), Marco Roagna (chitarre) Iano Nicolò (voce) e l’ospite Mel Collins (sax, flauto) dei King Crimson.
Ciò che risalta subito alla visione del dvd è l’eterna giovinezza di Furio Chirico, grande strumentista preciso e tecnico e la compostezza del pubblico nipponico, sempre attento ed  impeccabile, tanto da sembrare una fotografia. Il violino di Acosta è un viaggio in prima classe ed il sax di Collins disegna scale sonore colorate. La voce e l’interpretazione di Iano Nicolò sono di tutto rispetto. Tutta la formazione è in splendida forma, il Jazz Rock proposto tira e grazie alle melodie gradevoli riesce a restare impresso nella memoria. Da sottolineare il solo di batteria di Chirico assolutamente fuori della banalità. Pecca del dvd se vogliamo cercarla risiede nella staticità delle tre telecamere fisse.
Veniamo ora ai cd, la versione live del cd 1 dona a “Tilt” una veste nuova, pulita e sgargiante, pur sempre rimanendo molto attinente all’originale. Importanti i sottofondi di tastiera di Crovella per la riuscita corposa del suono. Pelle d’oca. Un ensemble sonoro  potente che  la sede live riesce a valorizzare al massimo. Chi non conosce Arti & Mestieri si può approcciare tranquillamente a questo cofanetto per scoprire un mondo sonoro caldo fra Jazz e Rock al quale non potrà più sottrarsi. Inevitabilmente scatterà la ricerca della loro discografia.
Il cd 2 si apre con un capolavoro assoluto, “Starless” dei maestri King Crimson, qui in una versione struggente e calorosa cantata in italiano. Il suono del Mellotron mi fa socchiudere gli occhi ed immaginare ampi spazi, immagini cariche di vecchi ricordi. A seguire la versione acustica della speciale suite “Nove Lune Prima- Arc En Ciel – Bonaventura Moon”. Ed è con “Valzer Per Domani” che si apre l’intero secondo capolavoro della band. La storia che si racconta. Gli ultimi tre brani sono tratti da “Tilt”, ”Fahrenheit” in una versione più accelerata e la ripresa in due parti di “Gravità 9.81”.

Un cofanetto imperdibile, pieno di grande musica bene eseguita e riarangiata. Ad un nostalgico dei tempi che furono come me è scesa anche una lacrimuccia, e ciò la dice lunga. MS

Questo video non è tratto dal dvd "Live in Japan"